Il caso delle PMI italiane: bandi e sostegno, ma tanti rischi e tanti fallimenti
Il caso delle PMI italiane: bandi e sostegno, ma tanti rischi e tanti fallimenti

Il tema delle Start up è uno di quelli su cui è urgente interrogarsi e con cui è necessario confrontarsi anche per chi opera in settori più tradizionali perché l’innovazione non può più e non deve restare confinata solo in determinati ambiti. l mondo delle imprese in Italia (come quello delle professioni in realtà) è soggetto ad importanti cambiamenti e sta affrontando più o meno consapevolmente sfide importanti. Le Start up che diventano piccole e medie imprese, poi nel giro di 5 anni tendono a fallire: perchè si adeguano al cliente e perdono carica innovativa o per vari motivi economici. Nonostante tutto ciò, i bandi regionali per le Start up sono moltissimi, in molti casi a fondo perduto al 50 per cento.

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Cosa sono davvero le Start up italiane? Piccoli progetti destinati a confluire in micro imprese con poco respiro o addirittura corrono il rischio di diventare prodotti di ingegneria finanziaria?

Sono tantissime e nel giro di 5 anni, la durata media di questo tipo di avventure, moltissime tendono ad alzare bandiera bianca, a fallire.

Si stanno dunque rivelando una pia illusione?

Per Start up indichiamo le piccole aziende innovative create dai giovani in una logica di autoimpiego e alla ricerca di finanziamenti sul mercato.

Come già rilevato, più di una impresa su due, esattamente il 55,2 per cento, chiude i battenti entro i primi 5 anni di vita.

Anche le grandi banche ci avevano preso gusto, illudendosi di riuscire a lanciare sul mercato giovani ed entusiasti imprenditori elargendo magari solo qualche migliaio di euro; la dura realtà è che poi il mercato non fa sconti a nessuno, arriva la mancanza di liquidità e anche dell’altro.

Ma le istituzioni economiche italiane non demordono e, su un piano più politico-amministrativo, anche le Regioni sono sempre molto impegnate nella loro opera di sostegno e consolidamento di Start up innovative.

La Regione Lazio ha deciso di concedere aiuti a fondo perduto per l’adesione ai progetti PROSPEX, con una dotazione destinata all’erogazione di contributi che ammonta complessivamente a 6 milioni di euro, ripartita fra tre finestre temporali distinte (2 milioni per ciascuna finestra).

Ogni piccola media impresa può presentare, per ciascuna finestra, una sola richiesta di contributo, in ogni caso l’apertura della terza finestra è compresa nel periodo fra il 1' Giugno e il 30 Settembre 2018.

Dal canto suo, con una dotazione finanziaria di 1 milione e 200mila euro, la Camera di Commercio di Udine ha pubblicato un bando per concedere contributi a fondo perduto alle imprese che hanno intenzione di partecipare a fiere internazionali in Italia o all’estero. 

Il progetto APP Abruzzo si pone invece come obiettivo principale quello di supportare 45 partecipanti nell’avvio di imprese innovative ad alto contenuto tecnologico, attraverso un percorso in grado, da una parte, di sviluppare le loro competenze e qualificare le loro conoscenze e, dall’altro, di affiancarli nel processo di lancio vero e proprio della loro startup.

I soggetti devono presentare un progetto imprenditoriale nel settore delle applicazioni mobili, da sviluppare, preferibilmente in team: l’importo massimo spettante a ciascun beneficiario è pari ad Euro 17.770,00 a fondo perduto, mentre i disoccupati dovranno presentare la propria candidatura dal 13 Novembre al 27 Dicembre 2017.

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FONTI:

Per il contenuto: L’illusione delle Start up, più della metà falliscono entro cinque anni, Secoloditalia.it, 29 Ottobre 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).