Cyberspazio: attacco a Israele dopo la proclamazione di Gerusalemme da parte di Trump
Cyberspazio: attacco a Israele dopo la proclamazione di Gerusalemme da parte di Trump. 

Era passato poco tempo dalla dichiarazione di Trump in merito alla capitale d’Israele, ma il movimento mondiale di Anonymous ha voluto subito entrare in azione, riprendendendo la sua antica guerra contro il governo israeliano e contro quello USA. L’obiettivo dell’attacco, con la mobilitazione del collettivo e tutto il mondo degli antagonisti, è quello di colpire siti e domini israeliani ed americani come la Casa Bianca, La Federal Reserve, il portale open data, della sicurezza sociale e altri indirizzi sensibili del governo israeliano. L’iniziativa del cyberattacco, secondo gli autori, ha voluto ricordare al mondo la lunga lotta per la liberazione della Palestina.

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Trump e Israele, Israele e Trump: come ha portato il suo cyberattacco Anonymous?

Nel messaggio di Anonymous, trovano spazio una sorta di elenco di siti dove trovare i database con indirizzi mail e dati sensibili di impiegati governativi e presunti agenti del Mossad, il servizio segreto israeliano ed indirizzi sensibili del governo USA.

Loro gli hacktivisti con la maschera e hanno divulgato nomi, email e password di impiegati pubblici israeliani e diffuso blacklist di siti governativi Usa invitando a colpirli per protestare contro le politiche americane in Medio Oriente.

L'attacco, non massiccio, non ha bucato molti siti, ma ormai circola in rete un leak copioso di nominativi e asset strategici israeliani: questa volta Anonymous ha assunto le sembianze dei difensori della Palestina per protestare contro la scelta di Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele.

L’attacco sferrato contro il cyberspace israeliano è cominciato in perfetto Anonymous style...

Le prime parole del messaggio: "Governi di Usa e Israele la nostra pazienza è finita! Basta parole, Adesso si agisce. Anonymous non può stare in silenzio davanti alle vostre azioni. È tempo di Anonymous".

La cybersecurity di Israele è stata minacciata non soltanto con i proclami, l'offensiva si è rivelata a 360 gradi, ad ampio raggio.

Gli attivisti con la maschera di Guy Fawkes hanno infatti anche realizzato un video e su twitter impazza l’hashtag di Operazione Israele, #opisrael, il modo in cui danno il nome alle loro campagne. Sono stati perfino riesumati gli alias di anonimi fiancheggiatori cyber dell’ISIS come Anonghost per partecipare all’attacco.

L’iniziativa punta a coniugare due battaglie di lungo corso degli attivisti di Anonymous: #OpUSA e #OpIsrael con una serie di hashtag aggiuntivi per la liberazione della Palestina e il riconoscimento di Gerusalemme come sua capitale.

L'allerta su una possibile azione ostile era circolato già ieri con l’invito a tutta la galassia antagonista di colpire siti e domini americani come la Casa Bianca, La Federal Reserve, il portale open data, della sicurezza sociale e altri indirizzi sensibili del governo USA.

Alla prova dei fatti non sembrano esserci risultati concreti di questa giornata della rabbia digitale, probabilmente per via del fatto che i siti elencati come bersaglio da Anonymous sono ben difesi e le armi usate dai guerriglieri digitali risultano spuntate contro di loro.

Anche i siti target del governo israeliano sono tutti operativi, e non si saprà praticamente mai, se sono stati violati nelle loro difese per rubare dati sensibili.

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FONTI:

Per il contenuto: Anonymous attacca Israele nel cyberspazio, cybersecurity.startupitalia.eu, 9 Dicembre 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).