E/O ed Elena Ferrante escono dalla distribuzione Amazon
E/O ed Elena Ferrante escono dalla distribuzione Amazon. 

Mentre continuano le agitazioni dei lavoratori, alle prese con le consegne natalizie, presso lo stabilimento piacentino di Amazon a Castel San Giovanni, si apre un nuovo fronte polemico. La casa editrice romana E/o, fondata nel 1979 da Sandro Ferri, ex militante di Lotta continua, insieme alla moglie Sandra Ozzola, esperta di letteratura russa, ha deciso di chiudere i rapporto con Amazon. La scelta è spiegata in un lungo comunicato pubblicato sul sito: “Da anni ormai Amazon è diventato il più grande negozio on-line di libri (e non solo) nel mondo. Ovunque tende al monopolio e in alcuni paesi già controlla la maggior parte del mercato. Ha creato occupazione, ma ha costretto alla chiusura tantissime librerie".

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La casa editrice E/O, la stessa della celeberrima scrittrice Elena Ferrante, ha lanciato online e via mail il suo appello: "Ci è stato richiesto uno sconto (quello che gli editori pagano ai distributori e alle librerie come loro quota del ricavo finale) a loro favore troppo gravoso per noi e neppure giustificato dal volume dei loro affari con la casa editrice".

Prosegue la nota: "Di fronte al nostro rifiuto, Amazon ha sospeso l'acquisto di tutti i nostri libri e ha reso quelli che aveva in magazzino". 

La querelle, se così si può definire, è solo di carattere commerciale? O ha qualcosa a che vedere con un tweet della scorsa estate in cui lo stesso presidente Trump si era detto contrario alla politica divora-librerie di Amazon?

Sembra però che la E/O ne faccia invece una questione morale e di prospettive a rischio per l'intero ecosistema editoriale.

Sandro Ferri ha spiegato a Il Giornale che "Il problema è che Amazon non è la libreria di quartiere, ma il dettagliante che in e-commerce domina il mercato con una quota del 70 per cento. Se mi chiede sconti eccessivi mi mette in una situazione insostenibile. Se per paradosso applicasse queste condizioni sistematicamente, arriverebbe ad impedire la circolazione dei libri: posso solo immaginare la minaccia al pluralismo che viene mossa in questo modo".

Siamo di fronte ad una vicenda librericida... 

Il nodo è che lo sconto di cui si parla è il margine che permette al libraio di guadagnare, non lo sconto finale che Amazon fa al consumatore: in Inghilterra questo sconto è divenuto, con gli anni, pari addirittura al 60 per cento in media sull'incasso, una quota insostenibile per il mercato italiano.  

Il grido di dolore di E/O non è unico e solo.

Tre mesi fa Babalibri di Francesca Archinto fece lo stesso annuncio: mai più su Amazon coi propri libri per bambini.

Che sia un trend di protesta che presto verrà seguito da molti?

Sandro Ferri priva a tirare le somme: "Difficile fare i conti in tasca a tutti: alcuni editori di supernicchia manco ci arrivano in libreria e magari per loro Amazon è vitale. Se però vengono intaccati i margini di sopravvivenza, gli editori non avranno più soldi per lanciare esordienti, tenere in piedi le librerie, in sostanza per fare cultura diffusa". 

Problema italiano, perchè negli USA la legge antitrust funziona...

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FONTI:

Per il contenuto: E/O (e Ferrante) contro Amazon: "Ci chiede sconti insostenibili", ilgiornale.it, Stefania Vitulli, 22 Dicembre 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).