La Cina e le sue consuetudini
La Cina e le sue consuetudini. 

Un tribunale cinese ha condannato il noto attivista Wu Gan, 45 anni, noto anche come "Ultra Vulgar Butcher" (Il macellaio volgarissimo), a otto anni di prigione per sovversione, la pena più pesante della nuova campagna contro gli attivisti dei diritti lanciata proprio in Cina. La Corte del popolo intermedia numero 2 di Tianjin ha giudicato Wu Gan colpevole di aver sovvertito il potere statale e ha emesso la sua sentenza. L'attivista farà appello, ha dichiarato il suo avvocato Ge Yongxi. Secondo il tribunale Wu Gan "ha progressivamente maturato l'idea di sovvertire il potere dello Stato» perché «insoddisfatto dall'attuale sistema politico". L'attivista era già stato arrestato con le stesse accuse nel maggio del 2015.

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Il mondo occidentale sta già giudicando, USA e Germania stanno già chiedendo il rilascio del blogger, gli attivisti dei diritti umani sono già dal loro punto di vista indignati.

E' ovvio ed evidente che una notizia del genere venga condannata dalla cultura, dall'occhio, dall'approccio occidentale.

Ma la situazione politica della Cina è nota a tutti, anche agli ambienti finanziari ai quali i soldi cinesi piacciono molto e che con i soldi cinesi fanno grandi operazioni e transazioni di vario genere.

In soldoni, è poco coerente fare le verginelle rispetto ad uno Stato totalitario, se poi non si perde occasione di farci affari insieme.

Se poi, come accade, la Cina fa parte a tutti gli effetti della comunità finanziaria globale, bisogna anche saper fronteggiare i suoi metodi, le sue leggi e le sue consuetudini.

La fedeltà al partito e allo Stato fa parte della cultura cinese, è uno dei canali attraverso i quali viene governato un Paese sterminato che, pur con le sue estremizzazioni, non è certo paragonabile alla Corea del Nord.

Subito dopo la sentenza, ci sono state le parole di Wu Gan.

Il  blogger ha dichiarato: "Sono grato al partito per avermi concesso questo alto onore. Rimarrò fedele alla nostra aspirazione originaria, mi rimboccherò le maniche e mi impegnerò ancor di più".

In queste ultime parole, l'oppositore irriducibile ha giocato con le note frasi che il presidente cinese Xi Jinping usa spesso per esortare i funzionari del Partito comunista a migliorare il loro lavoro.

Wu Gan, stando a quanto riferisce l'agenzia Associated Press, è diventato famoso fra gli attivisti dei diritti e gli avvocati cinesi per la sua capacità di avviare campagne di successo, fra cui in particolare una in cui posava on line brandendo dei coltelli e annunciando che li avrebbe usati per "sgozzare i maiali", riferendosi agli amministratori locali colpevoli di malagestione. 

Attivisti come Wu Gan si concentrano su casi individuali, territoriali, ma senza arrivare a sfidare apertamente il Partito comunista a livello nazionale, una strategia che evidentemente i vertici dell'amministrazione cinese hanno voluto portare sul loro terreno.

Il blogger ha sempre rifiutato di dichiararsi colpevole e la sua è stata una delle sentenze più severe al gruppo di attivisti e avvocati arrestati nell'operazione di due anni fa, quando finirono in cella 200 persone.

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FONTI:

Per il contenuto: Cina, otto anni di carcere all'attivista dei diritti e blogger Wu Gan, ilmessaggero.it, 26 Dicembre 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).