Social e minorenni,  le norme sono precise
Social e minorenni, le norme sono precise. 

La giurisprudenza sta prendendo massicciamente di petto il tema che intreccia bambini, minori e social network. Da una parte ne sono coinvolti i genitori, che sembrano aver smarrito la bussola sul modo in cui gestire la presenza dei bimbi sui propri profili e sulle proprie piattaforme. Anche perchè, addirittura, l'immagine digitale dei minori è divenuta pietra di scambio e di contesa nelle cause di separazione e divorzio. In sostanza, i diritti dei minori sono stati stravolti dalla transizione tecnologica e siamo ancora lontanissimi dallo sviluppare un’ecologia del loro rapporto con gli ambienti digitali in cui trascorriamo gran parte delle nostre giornate.

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C'era una volta la Carta di Treviso...ovvero il protocollo firmato il 5 ottobre 1990 da Ordine dei giornalisti, Federazione nazionale della stampa italiana e Telefono azzurro con l'intento di disciplinare i rapporti tra informazione e infanzia.

La marea dei social sta naturalmente travalicando tutto questo, valori storici e principi di tutela.

Ecco perchè si passa dai convegni e dai seminari alle aule di Tribunale.

Proprio il Tribunale di Roma, con un’ordinanza del 23 dicembre 2017 (procedimento 39913/2015) ha stabilito che non solo il giudice può ordinare la rimozione delle immagini dei figli ai genitori che ne abbiano fatto un uso distorto ma può anche condannarli al pagamento di una somma proprio in favore dei minori.

La vicenda riguarda un 16enne e la sua richiesta d’aiuto, tale da domandare perfino di potersi "rifare una vita" negli Stati Uniti, contro una madre che ne esponeva in modo eccessivo l’esistenza online

ll giudice ha ordinato la rimozione di foto e video e vietato ulteriori pubblicazioni, pena 10mila euro di risarcimento al minore, attraverso un tutore, e al marito.

Dal momento che i social sono al di fuori del  diritto di cronaca sancito  da Treviso, c'è un riferimento giuridico preciso ad aver portato alla decisione del giudice ed è contenuto in particolare nell’articolo 96 della legge sul diritto d’autore che prevede che il ritratto di una persona non possa essere esposto senza il suo consenso, salve eccezioni.

In aggiunta, i minori godono di una tutela rafforzata data dall’articolo 16 della Convenzione sui diritti del fanciullo approvata nel 1989.

Non solo Roma e non solo il sedicenne...

Di recente una sentenza del Tribunale di Mantova ha stabilito che i genitori possono postare solo se c’è il consenso di entrambi, a proposito di un caso in cui un papà di due bimbi (3 anni e mezzo la bimba, uno e mezzo il più piccolo) aveva presentato ricorso contro la ex moglie chiedendo al giudice di rivedere le condizioni regolanti i rapporti genitori/figli "alla stregua di supposti gravi comportamenti diseducativi posti in essere dalla madre".

Tra cui spiccava proprio l’abitudine di postare le foto dei bimbi sui social.

Il Tribunale di Mantova ha individuato una violazione della "tutela dell’immagine", contemplata dall’articolo 10 del codice civile, della "tutela della riservatezza dei dati personali", prevista dal Codice della privacy.

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FONTI:

Per il contenuto: Una multa per il genitore che posta sui social le foto dei figli, wired.it, Simone Cosimi, 8 gennaio 2018.

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).