Le falle nei microprocessori e le patch necessarie per gli aggiornamenti
Le falle nei microprocessori e le patch necessarie per gli aggiornamenti. 

Apple è stata subito trasparente, mentre Intel sapeva ma ha preferito aspettare? E' uno dei dubbi nutriti dal web e coltivati sui social sul tema di cybersecurity di inizio 2018: diversi gruppi di ricercatori hanno infatti rivelato l’esistenza di due vulnerabilità che riguardano l’hardware di gran parte dei microprocessori presenti nei computer degli ultimi 20 anni. Le due falle permettono a un attaccante di accedere ai contenuti nella memoria di sistema di computer, smartphone, server. Ma si è aggiunto un altro problema: i proprietari di un dispositivo intelligente indossabile di Apple, possono aver qualche problema in ospedale, ovvero una serie di cicli di riavvio dei dispositivi che avvengono ogni 60-90 minuti, dovuti alle interferenze di alcune apparecchiature di terapia intensiva. 

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Il problema non dipende direttamente da Apple, ma Cupertino si è messa in moto per comunicare subito gravissimi problemi e per rilasciare patch di sicurezza.

A causa delle falle nei processori, sono stati colpiti tutti i dispositivi Mac e iOs: una sorta di regalo a tutti i cultori di Android...

Le conseguenze definitive della falla non sono  ancora note e per certi aspetti non prevedibili,  ma per Apple si tratta comunque di un brusco richiamo alla realtà dopo i 300 milioni di dollari ricavati su #AppStore solo a Capodanno.

Tutti introiti che potrebbero consentire ad Apple di comprarsi Netflix o Disney quando meglio crede, ma adesso c'è un altro grave problema all'ordine del giorno...

E Intel? Sapeva o non sapeva? E' un suo errore di progettazione o una situazione imprevedibile? Quali rallentamenti ci saranno per installare gli aggiornamenti?

Il mondo dei computer si riscopre ancora una volta, una volta di più, del tutto vulnerabile, con conseguenze devastanti per la privacy di ogni tipo di utente.

Si tratta di una vulnerabilità a livello hardware, che può essere sfruttata da un cyber criminale per impossessarsi di informazioni preziose contenute nei software e nelle applicazioni del computer. 

Era una situazione latente da anni, ma tutto è stato rivelato di colpo negli ultimi due giorni, prima del previsto e con rimedi non ancora del tutto definiti.

I ricercatori che hanno trovato queste falle le hanno chiamate Meltdown e Spectre, ma quella di cui più si è parlato, e per prima, è Meltdown (il nome deriva dal fatto di sciogliere i confini di sicurezza dell’hardware, tecnicamente è indicata con CVE-2017-5754).

Meltdown colpisce i chip Intel  e permette di violare l’isolamento fra il sistema operativo e le applicazioni: esistono comunque dei rimedi software, delle patch, degli aggiornamenti, anche se c'è chi teme che possano rallentare la performance delle macchine fino al 20 o 30 per cento.

La seconda falla, Spectre (che, per i tecnici, ha due varianti, CVE-2017-5753 e CVE-2017-5715 e che è stata fantasiosamente chiamata Spettro perché difficile da risolvere), colpisce processori Intel, AMD, ARM (che sono quelli testati dai ricercatori) e più in generale ogni moderno processore.

Spectre è anche più difficile da tamponare,mentre su un altro fronte, quello dei device ko negli ospedali, l’unica soluzione al momento sembrerebbe quella di mettere il dispositivo in modalità Aereo.

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FONTI:

Per il contenuto: Le falle nei processori: cosa c’è da sapere, lastampa.it, 5 Gennaio 2018.

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).