Tra haters e fake news, la super multinazionale potrebbe sottrarre a Facebook i suoi investimenti
Tra haters e fake news, la super multinazionale potrebbe sottrarre a Facebook i suoi investimenti. 

Unilever, il secondo più grande inserzionista al mondo, ha avvertito Facebook e Google che smetterà di fare pubblicità sulle loro piattaforme se non faranno di più per combattere le fake news, per aumentare la trasparenza, per difendere i minori da contenuti potenzialmente nocivi. Lo ha annunciato uno degli executive del colosso nel corso di un discorso: “Essendo uno dei principali inserzionisti al mondo, non possiamo avere un ambiente in cui i nostri clienti non credono a quello che vedono online”, ha dichiarato Keith Weed, capo del marketing del colosso anglo-olandese, parlando alla conferenza Interactive Advertising Bureau di Palm Desert, California.

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Unilever ha ventilato la possibilità di tagliare i fondi a Facebook e Google.

Il punto della questione sono le notizie false, meglio note come fake news, ma anche quei contenuti che incitano all'odio e alla discriminazione.

Un argomento che in Italia è stato ben riscoperto negli ultimi giorni, drammaticamente trasformato in strumento di campagna elettorale.

Chi è il signor Unilever? Per la verità è una multinazionale anglo-olandese proprietaria di 400 marchi tra i più diffusi nel campo dell'alimentazione, bevande, prodotti per l'igiene e per la casa.

Solo qualche nome? Lipton, Algida, Findus, Cif, Badedas, 1881 Cerruti...serve altro?

L'avvertimento di Unilever è significativo dal momento che il gruppo è uno dei principali inserzionisti al mondo e che lo scorso anno ha speso 9 miliardi di dollari in attività di marketing per marchi come il tè Lipton, il sapone Dove e le zuppe Knorr.

Zuckerberg è sobbalzato sulla sedia? Lui è a sua volta un gigante, ma la minaccia di chiudere i rubinetti non è arrivata dal primo che passa per strada...

Per dare seguito alla minaccia ci sarà bisogno di una svolta nelle strategie aziendali di Unilever, soprattutto perchè Facebook e Google da sole controllano oltre la metà del mercato mondiale della pubblicità sul web e oltre due terzi negli Stati Uniti.

Unilever ha comunque manifestato la sua disponibilità a lavorare con le principali piattaforme web per trovare soluzioni e di aver avviato un confronto non solo con Facebook e Google (proprietaria di YouTube) ma anche con Twitter, Snapchat e Amazon.

Un avvertimento alle grandi aziende del web era già arrivato un anno fa da Procter & Gamble, che sottolineava il problema del danno causato dai messaggi di organizzazioni terroriste sui social che compaiono al fianco delle proprie inserzioni, ma in quel caso la minaccia non ha avuto seguito.

Campbell Brown e Adam Mosseri, due top manager dell'azienda di Menlo Park, durante la conferenza Code Media di Recode, hanno però prontamente ribattuto che media e brand dovrebbero sentirsi liberi di lasciare Facebook se pensano che il social network non stia lavorando per loro.

"Se qualcuno pensa che non rappresentiamo la piattaforma giusta per loro, non dovrebbero stare su Facebook" ha spiegato Brown. 

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FONTI:

Per il contenuto: Facebook, Unilever: trasparenza contro fake news o via pubblicità, askanews.it, 12 febbraio 2018

Per l'immagine: www.we-news.com 

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).