Stati, piccole e medie imprese, persino i pacemaker: tutto sotto attacco!
Stati, piccole e medie imprese, persino i pacemaker: tutto sotto attacco! 

Gli esiti delle ultime elezioni politiche negli Stati Uniti e in Francia hanno risentito delle polemiche sui cyberattacchi, le piccole e medie imprese italiane sono particolarmente vulnerabili ma gli addetti alla sicurezza informatica sono pochi. Tutto è sotto attacco: persino i pacemaker per la salute cardiaca delle persone. E' un deficit di sicurezza colmabile? Tutto è manovrabile da una tastiera? Anche le questioni più dettagliate della quotidianità delle persone possono essere infiltrate da attacchi informatici. Costa proteggersi? Vero, ma costa molto di più intervenire, ad attacco consumato.

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La sicurezza informatica non è più solo una questione di Stato.

In attesa di sapere se davvero lo scenario di una elezione presidenziale USA sia stato pilotato da cyber incursori per favorire Trump con manovre addirittura provenienti dalla Russia, vale la pena misurarsi con la realtà quotidiana delle aziende e delle persone. 

Kaspersky, azienda russa (ahi! ci risiamo) con sede a Mosca fondata 20 anni fa dall'omonimo informatico russo Evgenij e specializzata nella produzione di software progettati per la sicurezza informatica, ha condotto una indagine sugli attacchi informatici ai sistemi delle piccole e medie imprese i cui risultati sono stati resi noti proprio in questi giorni.

Le proprietà delle piccole e medie aziende sono consapevoli che le loro reti informatiche, e quindi le loro linee produttive, sono sotto attacco ma fanno fatica a investire in personale "difensivo" specializzato e competente.

I pericoli derivanti dagli hacker sono dietro l'angolo ogni giorno, ma c'è una difficoltà economica insormontabile nell'assunzione di professionisti in grado di neutralizzare gli attacchi.

Il problema, in soldoni, è che poi ripristinare la rete costa moltissimo: 25.000 euro se l'incursione informatica viene scoperta nel giro di una o due ore, addirittura 100.000 euro se la si scopre nel giro di una settimana.

Non è tutto, come volevasi dimostrare: del resto se tutto è raggiungibile, carte di credito comprese...

WhiteScope, una azienda esperta in sicurezza informatica, ha scoperto e dimostrato che ci sono ben 9000 modi di inserirsi nel sistema di gestione di alcuni pacemaker.

I pacemaker in questione, sembra siano 7 prodotti da 4 aziende diverse fra loro, vengono programmati con delle librerie che presentano delle falle che possono essere infiltrate e controllate da remoto, sostituendosi al sistema device messo a punto dal programmatore.

E' un problema sorto a partire dal 2013 e le aziende contattate da WhiteScope hanno garantito di essere al lavoro per risolvere il problema. I tempi?

Se un pacemaker può anche essere pilotato in maniera dolosa ma a quanto sembra non è mai accaduto, i sospetti di cyber spionaggio durante le campagne elettorali sempre più spesso vengono denunciati e in qualche caso in maniera assoolutamente fondata.

Web e social, spesso senza regole, ormai sono troppo importanti e un blitz informatico può intercettare mosse avversarie, scoprire qualcosa di compromettente per contaminare l'andamento elettorale di un candidato, produrre una realtà effettiva diversa da quella esistente. La cyber guerra risparmierà qualcosa e qualcuno?

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FONTI:

Per il contenuto: I costi della mancata sicurezza informatica, tecnologia.libero.it, 28 Maggio 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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