L'ultima parola spetta alla sonda Mars Reconaissance Orbiter
L'ultima parola spetta alla sonda Mars Reconaissance Orbiter. 

La tecnologia è l'antitesi del mistero, il suo opposto, il suo contrario. Ma quando si tratta di esplorare i pianeti lontani, anche con una sonda spaziale in orbita da 11 anni, tutto cambia. Anche perchè quando si tratta di Marte, del celeberrimo Pianeta Rosso, le novità non sempre sono spiegabili schioccando le dita. E' il caso di una fossa. Anzi, la fossa. Circolare, perfetta. La sua foto è arrivata sotto gli occhi degli scienziati della NASA, inviata dalla sonda "marziana" Mars Reconaissance Orbiter. Se lo sono chiesti proprio loro: cos'è quella formazione? Come si è formata quella grossa fossa? Una esplosione o un crollo possono generare una forma che sembra quasi scolpita?

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La fossa scoperta sull'emisfero meridionale di Marte non ha ancora consentito agli scienziati di arrivare ad una conclusione ben precisa.

L'area sulla quale si trova è formata da ghiaccio e anidride carbonica, elementi forniti dalla sonda spaziale Mars Reconaissance Orbiter.

C'è ancora molto da svelare, ma quando sapremo? Nell'attesa, alla NASA si sono divertiti a ribattezzare la fossa perfettamente circolare come un "terreno di formaggio svizzero".

Non è certo la prima volta che ci si imbatte in una fossa su Marte, solitamente però ci sono delle teorie plausibili in grado di spiegare la loro formazione con una casistica abbastanza d'ordinaria amministrazione, come l’impatto di meteoriti o il collasso di rocce laviche, oppure ancora una attività vulcanica che abbia sciolto il ghiaccio e lasciato dei vuoti. 

Dalla diffusione delle incertezze su questa fossa, fa parte del gioco, alla formazione di teorie sul rifugio dei marziani alieni il passo è e sarà brevissimo, anche se il pianeta Terra prima o poi dovrà mettere la parola fine all'eterno dibattito anche politico sui propri cambiamenti climatici.

Nel frattempo è molto meglio continuare a chiedere lumi alla sonda, senza confondere la fantascienza con la scienza...

La sonda spaziale di cui stiamo scrivendo, è stata lanciata in orbita il 12 Agosto 2005, quasi 12 anni fa, dalla NASA.

Nessuno ha mai negato che il suo scopo è quello di individuare un potenziale luogo di atterraggio per future missioni sul pianeta Marte; ricordiamo che è anche in grado di fornire alle future missioni un canale trasmissivo a banda larga tra la Terra e Marte, e può eseguire osservazioni di Marte ad altissima risoluzione.

Il telescopio della sonda che ha scoperto la fossa a sud di Marte, l'High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE), è il maggiore mai impiegato in una missione spaziale, avendo un potere risolutivo di 0,3 m a un'altezza di 300 km: può ricevere immagini a colori nelle bande del rosso, del verde e del blu e dell'infrarosso, insomma qualcosa in più, che dite, dei nostri umanissimi e normalissimi PC.

Non è tutto, la Terra fa molto sul serio quando si parla di Marte.

Gli informatori scientifici hanno fatto infatti trapelare che, nel 2024, verrà inviata una nuova sonda sulle lune di Marte, questa volta con l'obiettivo di prelevare un campione della superficie del Pianeta Rosso.

Il nostro è un Pianeta che non smette mai di interrogarsi, cosa che può valere per il nostro Sole ma anche per i pianeti ben diversi dal nostro.

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FONTI:

Per il contenuto: Il mistero della fossa avvistata su Marte, huffingtonpost.it, 8 Giugno 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com

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Articolo scritto da:

Mauro Suma, il Direttore Responsabile (leggi la sua biografia).

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