Foto pc desktopLa direttiva europea 2008/63/CE, recepita in salsa italiana, rischia di complicare assai la vita di noi navigatori internet.

La direttiva europea 2008/63/CE ha l'obiettivo di liberalizzare quello che tecnicamente viene chiamato 'mercato delle apparacchiature terminali di telecomunicazioni': cioè tutti i dispositi che si collegano alla rete.

In pratica l'Unione europea, con la direttiva 2008/63/CE, chiede ai Paesi membri di aprire i loro mercati a tutte le omprese che importano, commercializzano, installano e fanno manutenzione a dispositivi come router, computer, decoder e così via.

Questo provvedimento ha lo scopo di eliminare eventuali situazioni di oligopolio da parte di poche imprese che dominano i mercati nazionali e..... fin qui, tutto bene!

Ora, come sempre avviene, questa direttiva europea per essere applicata in Italia, deve essere 'recepita', ossia deve essere approvato un decreto legislativo di recepimento.

 

E qui viene fuori la capacità, assai nota, della burocrazia italiana di complicare le cose senza una valida ragione che giustifichi questo comportamento.

Il decreto legislativo di recepimento della direttiva tira fuori dal suo cappello un provvedimento che non fa quasi cenno alla liberalizzazione voluta dall'Unione Europea, inventandosi però nuove regole.

Infatti, secondo il decreto legislativo di recepimento, l'installazione di questi 'terminali di telecomunicazione' deve essere fatta solo dalle imprese abilitate e le caratteristiche che dovrebbe avere l'impresa per 'dirsi' abilitata allo scopo, verranno stabilite nei prossimi mesi dal ministero dello Sviluppo economico, caso Ruby permettendo.

Quello che già oggi si sà per certo e che chi sgarra, potrebbe beccarsi una multa da 15 mila a 150 mila euro; in pratica se io devo installare a casa un router devo chiamare un tecnico abilitato altrimenti.........

Virginia Simbula

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