Dopo i missili, la nuova provocazione Nordcoreana è tecnologica
Dopo i missili, la nuova provocazione Nordcoreana è tecnologica.

E adesso, visto che tutto quello che accade in Corea del Nord è soggetto alla dittatura totalitaristica, a chi deve fare causa la Apple? Direttamente al governo di Pyongyang? E farsi rappresentare in aula direttamente da Donald Trump? Si può fare la guerra con le provocazioni missilistiche nel 2017, ma anche e soprattutto con la tecnologica. Visto che gli Stati Uniti si dicono ferratissimi nella cyberguerra e sono pronti a respingere al mittente ogni testata nucleare che dovesse superare i confini Nordcoreani, ecco che proprio dal Paese comunista arriva una palese violazione del copyright tecnologico. Si chiama iPad, alla faccia della Apple. Non ci credete?

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Solo due giorni fa, è tornato tristemente alla ribalta il missile Scud (li lanciava l'Iraq contro Israele durante la Guerra del Golfo di quasi trent'anni fa), sempre ad uso e consumo della Corea del Nord.

Il test del governo di Kim Jong-un avrebbe prodotto il lancio di un missile volato per circa 450 chilometri per poi cadere nel Mar del Giappone.

La notizia è stata portata alla luce dalla Corea del Sud, con la conferma che Pyongyang sta conducendo i test a un ritmo senza precedenti nel tentativo di sviluppare un missile balistico intercontinentale (Icbm) in grado di colpire gli Stati Uniti.

Ogni giorno che passa, scopriamo che si può fare sempre di più.

La nuova provocazione Nordcoreana va all'offensiva di un caposaldo del sistema occidentale: la tecnologia, la connessione, il moloch informatico, ovvero della Apple.

Da quelle parti, è stato infatti messo sul "mercato" un tablet che si chiama iPad, esattamente come il dispositivo della Apple, e dunque in palese violazione del copyright. 

Non di soli missili vive dunque un tentativo di logorare un sistema politico avversario e di provare a fare di tutto per inimicarselo, e il "nuovo" iPad è ben altra cosa rispetto ad esempio alle iniziative imprenditoriali della Cina.

E' un modo come un altro, anche particolarmente eclatante, per mandare a dire che a loro delle nostre regole non importa nulla, non fanno testo, non vengono tenute in considerazione.

Il tablet in questione e' prodotto da una azienda Nordcoreana denominata  Ryonghung e le caratteristiche tecniche sono lontane anni luce da quelle del vero iPad, anche se in teoria potrebbe comunque consentire di navigare su Internet, una funzione praticamente inutile in un paese dove vige la censura.

Non è una primizia, tanto è vero che in passato sia un computer che un sistema operativo, rispettivamente un iMac e un Red Star 3.0, erano stati scimmiottati rispetto alle produzioni della casa madre Apple.

Questa volta però si è arrivati anche al copia/incolla del nome del dispositivo, che peraltro è così poco potente da sembrare quasi un dispositivo-giocattolo.

E' una provocazione, non una concorrenza di mercato, ma potrebbe anche diventare una utile occasione per tutti coloro che amano hackerare, che conoscono le vie tortuose per inserirsi nei sistemi operativi degli Stati: che la provocazione di Pyongyang possa aprire delle falle in questo senso, a danno stesso della dittatura orientale?

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FONTI:

Per il contenuto:Provocazione Corea del Nord: un tablet che si chiama iPad, ansa.it, 31 Maggio 2017.

Per l'immagine: www.we-news.com

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