WEBDal rapporto della società di sicurezza informatica GData si rileva che nei primi 6 mesi del 2010 sono stati individuati più di 1 milione di nuovi virus informatici, con un incremento del 50% rispetto allo scorso anno.

 

Gli obiettivi più colpiti dagli hackers sono stati i social networks allo scopo di carpirne i dati personali e d'accesso degli iscritti e gli utenti di Windows.

Ed il dato ancora più allarmante è che l'onda di nuovi virus, secondo gli esperti, continuerà ad aumentare ed entro la fine dell'anno ne saranno individuati più di 2 milioni.

Ma, come se non bastassero i virus del software, anche l'hardware potrebbe essere attaccato su grande scala: i microprocessori potrebbero venire manomessi durante la loro fabbricazione con conseguenze prevedibilmente devastanti.

 

I circuiti integrati attuali, sono sempre più complessi e potenti, tanto che un solo team di tecnici non riesce ad affrontarne da solo l'intero sviluppo; si fa ricorso, allora alla frammentazione dello sviluppo e produzione dei singoli componenti; cioè diversi gruppi tecnici, dislocati in continenti diversi, ciascuno dei quali si occupa di una parte del microchip.

Il tutto poi sarà assemblato quando il processore verrà stampato sul silicio; ma in che modo potrebbero essere manomessi?

 

Un difetto, un "Trojan", potrebbe venire inserito ad arte nel codice del chip, s'intrufolerà all'interno dell' hardware, dove passerà inosservato per molto tempo e poi sferrerà il suo attacco dopo l'attivazione di uno specifico segnale: una data ad esempio, determinando o una fuga di dati o un blocco dei sistemi.

In che modo difendersi da questa minaccia, sarà argomento di un prossimo articolo.

Virginia Simbula...published by Manager_Alessandro Bechis

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