Dragon Ball Final Bout: recensioneOggi vi proporrò la recensione di un picchiaduro uscito negli anni 90 per la prima playstation. Dragon Ball Final Bout, nonostante le molte imperfezioni, può vantare il fatto di essere il primo gioco in 3d ispirato al manga di Akira Toriyama. Il gioco fu realizzato dalla Bandai. Da provare? Beh, se amate Goku e co. sicuramente, ma non aspettatevi un capolavoro in quanto non lo è affatto. Dragon Ball Final Bout è infatti considerato uno dei picchiaduro più mal riusciti per PS1, sia a livello di combattimenti, che per il roster dei personaggi mediocre e dal numero esiguo. 

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Dragon Ball è probabilmente uno dei manga shonen (di combattimento) più conosciuti a livello internazionale. 

Qui in Italia le avventure di Goku hanno fatto divertire ed emozionare più di una generazione, stiamo parlando del resto di un cult che ha generato qui da noi un tormentone pari a quello di Goldrake o Sailor Moon. 

Oggi analizzeremo un titolo videoludico dedicato al franchise, pubblicato dalla Bandai per Play Station 1.

Sto parlando di Dragon Ball Final Bout, meglio conosciuto negli USA come Dragon Ball Gt Final Bout.

Nel corso della storia videoludica di Dragon Ball sono usciti, dagli anni '80 in poi, moltissimi titoli dedicati al manga di Akira Toriyama.

Inizialmente erano tutti in 2d, Dragon Ball Final Bout (pubblicato nel 1997) fu il primo della serie ad essere realizzato in 3d. 

Analizzando il lato grafico, partiamo davvero male.

L'intro è costituito da sequenze animate in stile anime realizzate molto bene, con tanto di colonna sonora come sottofondo, The Biggest Fight, cantata dal mitico Hironubu Kageyama.

Le sequenze sono ispirate alla storia di Dragon Ball GT.

Tuttavia, se rimarrete abbastanza bene impressionati dall'intro ottimamente realizzata, sarete in seguito delusi per la proposizione grafica del giocato: personaggi realizzati in un 3D mediocre e molto poligonale.

Stessa cosa vale per gli stage ed i fondali: superficiali, appena abbozzati ed uno la copia dell'altro.

Graficamente, è una vera delusione dunque.

Volendo esaminare il lato sonoro, possiamo dire che non è realizzato male, anzi, discretamente.

Avremo musiche di sottofondo che ricorderanno non poco quelle che siamo abituati a sentire nella serie TV. 

Come quella dell'intro, anche queste sono state tutte realizzate dal maestro Kageyama, con la collaborazione di Kenji Yamamoto

Sono track molto carine e bene ispirate. 

Passiamo alla giocabilità, un punto importante del gioco stesso.

Il videogame si presenta come un picchiaduro, avremo a disposizione comandi con cui difenderci, sferrare un pugno, un calcio e addirittura una ki blast.

I tasti direzionali ci serviranno, ovviamente, per muoverci all'interno dell'arena di combattimento. 

Premendo alcuni tasti precisi, avremo la possibilità di far volare anche il nostro personaggio. 

Tramite alcune combo, Goku, Pan e gli altri guerrieri, potranno utilizzare degli attacchi speciali che arrecheranno gravi danni al nostro avversario. 

In tal caso potrebbe verificarsi anche uno scontro fra onde energetiche, o tale situazione dovremo premere ripetutamente una serie di pulsanti per riuscire a sopraffare il nostro nemico. 

Alla fine di tutto, come giudicare un prodotto come Final Bout? Sicuramente le potenzialità ce n'erano, ma il gioco fu prodotto male ed in maniera affrettata, attestandosi su uno scarso 5,5. 

Dragon Ball Final Bout è disponibile su Amazon a 27,50 euro, più una versione inglese dal prezzo di 49,90 euro. 

Ringrazio il canale Youtube di Megarobbey per le preziose informazioni riguardanti il prodotto. 

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